E’ vergognoso quello che Annozero ha trasmesso giovedì sera su rai 2. Il mestiere di criticare sempre un pò tutto mi ha stancato. Santoro e compagni hanno dimostrato mancanza di rispetto nei confronti della protezione civile e di tutti quei volontari che, da ogni parte del paese, si è attivata in soccorso dei terremotati. Lo spirito critico è utile in moltissime circostanze, ma quando diventa eccessivo, stanca.
Un immediato «riequilibrio» in merito ai servizi andati in onda dall’Abruzzo giovedì scorso ad Annozero e la sospensione di Vauro, per la vignetta dedicata all’aumento delle cubature dei cimiteri per accogliere le vittime del sisma. Sono le decisioni adottate dal direttore generale della Rai, Mauro Masi, dopo la contestata puntata del programma di Michele Santoro sul terremoto. Il giornalista non ci sta, respinge gli addebiti e parla di «censura» ai danni del vignettista.
Questa sera Annozero tornerà a parlare dell’Abruzzo: in collegamento dall’Aquila ci sarà ancora Sandro Ruotolo, mentre la Protezione Civile – finita nel mirino del programma per l’assenza di pianificazione sul territorio – sarà rappresentata in studio dal capo della Sala Italia, Titti Postiglione. Ospiti anche Niccolò Ghedini del Pdl e il leader Idv Antonio Di Pietro. Niente vignette di Vauro – in vacanza a San Pietroburgo – ma in compenso ci sarà la satira di Sabina Guzzanti.
La decisione del vertice Rai arriva dopo l’istruttoria avviata da Masi e dal presidente Paolo Garimberti, dopo le critiche ad Annozero del presidente della Camera, Gianfranco Fini, e del premier, Silvio Berlusconi, per valutare le eventuali violazioni delle normative e dei regolamenti aziendali: irregolarità riscontrate nei servizi esterni, ma non nel dibattito in studio. «Fatte salve le valutazioni di competenza del Cda», il Dg scrive dunque a Santoro per chiedergli «di assicurare fin dalla prossima puntata i necessari interventi» per sanare il «grave e immotivato squilibrio» verso «la tesi della carenza dei soccorsi» nei servizi, «gravemente omissivi dell’opera e degli interventi della protezione civile e delle forze dell’ordine».
Più duro l’intervento nei confronti di Vauro, per la vignetta ritenuta «gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti e in contrasto con i doveri e la missione del servizio pubblico»: al giornalista l’azienda comunica che, «in via cautelativa, non intende avvalersi delle sue prestazioni su tutte le reti e testate». Una decisione letta da molti come un licenziamento in tronco: ma la sospensione – viene chiarito – riguarderebbe solo una puntata, in attesa delle decisioni del Cda, che si occuperà del caso nella riunione del 22 aprile.
Santoro rivendica di «aver esercitato la professione di giornalista con grande correttezza» e sottolinea che «l’equilibrio di una trasmissione deve essere valutato nel suo complesso, nel generale contesto dell’informazione offerta dal servizio pubblico e valutando nel merito se ciò che si descrive o si narra sia vero o falso». Quanto alla sospensione di Vauro, «rappresenta una censura che produce una grave ferita per il nostro pubblico e per l’immagine della Rai», risponde a Masi, invitandolo a ripensarci. Con Santoro si schierano la Federazione nazionale della Stampa e l’Usigrai. Vauro dice che «la notizia si commenta da sola» e incassa la solidarietà di Beppe Grillo, pronto ad assumerlo nel suo blog, e della Guzzanti, che chiama a «quanto più casino possibile».
L’attenzione è ora sulla puntata di stasera e sullo stesso Santoro, che in questi giorni ha scelto il silenzio. In una giornata già convulsa si accende un altro fronte polemico, tra Bruno Vespa e Annozero. Al centro, le presunte disparità contrattuali tra le rispettive redazioni e in particolare il trattamento riservato a tre collaboratori di Santoro assunti con contratto giornalistico a tempo indeterminato. Secondo Vespa si tratta di «privilegi» di cui gode solo Santoro, ma il conduttore di Annozero replica spiegando di quei contratti ne resta solo uno.

Una domanda: hai visto TUTTA quella puntata? Oppure solo le frasi riportate da “Il giornale” o altre testate di proprietà del premier? La vera vergogna è raccontare il falso, tutti i giorni, in Italia.