Roma, 17 giu. (Apcom) - Con il saluto romano non si scherza, neanche allo stadio. Secondo la Cassazione è un gesto che ricorda violenze, odio razziale, regimi totalitari. E a chi ne fa uso una condanna per “incitamento alla violenza per motivi razziali e religiosi” non gliela leva nessuno. Un reato previsto dalla legge Mancino. Infatti i giudici della prima sezione penale della Corte, con la sentenza 25184, hanno respinto il ricorso di un esponente degli ultras del Verona condannato per essere stato la causa di una rissa scoppiata tra opposte tifoserie in occasione della partita Udinese-Hellas Verona, al “Friuli” di Udine il 9 dicembre 2001. La Cassazione ha confermato la decisione di maggio 2008 della Corte d’appello di Trieste che ha riconosciuto il tifoso colpevole. In particolare, secondo i giudici, il giovane, che era stato bloccato all’ingresso dello stadio insieme con altri compagni perché erano tutti senza biglietto, non avrebbe dovuto protestare improvvisando un corteo con saluto romano. Poco importa se, come aveva sostenuto la difesa, nelle intenzioni dei manifestanti si trattava di un gesto ironico o scherzoso. La realtà è che invece costituisce “una manifestazione esteriore che rimanda – scrive la Cassazione – per comune nozione storica all’ideologia fascista e quindi ad un’ideologia fortemente discriminante e intollerante”. In pratica, con il saluto romano non si scherza visto che, aggiunge la Corte, “ricorda un regime totalitario che che ha emanato leggi di discriminazione di cittadini per motivi razziali”. Per la serie: un gesto vale mille parole.
Il saluto Romano è reato. Molte persone pensano il contrario. Per assurdo la democrazia diviene strumentale all’adozione di certi comportamenti. Non dimentichiamoci che il principio democratico è totalmente sconosciuto alla massa fascista, come lo è il libero confronto civile . Credevo che il video scandalo sul Ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, fosse la solita trovata del giornalismo Italiano, poi mi sono ricreduto. Non è da tutti alzare il braccio destro al termine dell’Inno di Mameli. Non è accettabile da un ministro, da un membro del Governo espressione dell’indirizzo politico del nostro Paese.
Sono rimasto sconvolto perchè non condivido nulla con il credo di queste persone, è inutile spiegarne i motivi. I reati commessi dal Fascismo e dal Comunismo devono invitarci ad abbandonare gli estremi. Quando parlo dei delitti commessi dal Regime Comunista non mi riferisco soltanto alla frase di Berlusconi “La Cina di Mao mangiava i bambini”, ma soprattutto ad altro.
Un mondo che cambia non ha bisogno del passato.


